Categorie: Ambiente, ComunicatiPublished On: 24 Marzo 20211 Commento5.8 min read
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Ho letto con sgomento l’intervista al DG di Enel Carlo Tamburi nella quale il direttore del colosso Energetico dimostra di non aver compreso la necessità di una transizione energetica anche per Civitavecchia. Non fa un servizio alla collettività sostenendo l’impraticabilitá dell’idrogeno ed elogiando la sostenibilità di una centrale a turbogas, non lo fa sicuramente a chi da decenni lotta contro le conseguenze sulla salute delle scelte passate di Enel. Qualsiasi macroprogetto con un impatto sul territorio, come nel caso di impianti energetici, deve passare per un confronto pubblico con i comitati ed un dialogo franco ed equilibrato con i sindacati, le associazioni di settore dell’indotto e la politica locale, tutte buone pratiche che Enel ha saltato con lo scopo di non esporre le contraddizioni delle proprie posizioni sul futuro di Civitavecchia e del comprensorio. Lo sviluppo sostenibile garantisce ricavi ed occupazione per le aziende capaci di adeguarsi, quel che serve sono dirigenti che lo abbiano capito. Tamburi si aspetta che sia presto rilasciata la Via per il progetto turbogas a Civitavecchia, agiremo in tutte le sedi per dimostrare i suoi scarsi vantaggi, soprattutto se confrontati con quelli di un impianto a idrogeno verde.

One Comment

  1. Stefano 23 Aprile 2021 at 14:22 - Reply

    Direi che la soluzione a gas naturale sia la scelta più logica ed economica. Quando si parla di “transizione” si parla proprio di queste scelte. Immettere idrogeno (puro), prodotto da solare o da fossile, oltre oltre che non conveniente sarebbe stupido.
    Direi però ad Enel di cominciare a riempire tutti gli spazi intorno alla centrale, e nelle zone limitrofe non utilizzate a scopo agricolo (ma anche in mare, chissà…) , di moduli fotovoltaici. Questo sarebbe un segno dello sguardo verso il futuro.

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