Ho inviato una lettera alla direzione Agricoltura per chiedere nuovamente l’annullamento d’ufficio, come previsto dalla legge, della determina del 2013 che ha gettato nel caos la questione degli usi civici a Civitavecchia. Ritengo che l’interpretazione data dalla direzione regionale, secondo cui sussiste un’impossibilità giuridica di procedere all’annullamento d’ufficio della determinazione, sia errata.

Secondo la legge, infatti, la determinazione dirigenziale di cui si discute non può rientrare tra i provvedimenti di autorizzazione o di attribuzione di vantaggi economici, essendo un provvedimento limitativo del diritto di proprietà dei cittadini proprietari degli immobili che si ritrovano con immobili che vengono totalmente privati o gravemente diminuiti del loro valore economico, risultando di fatto incommerciabili in quanto ritenuti costruiti su terreni demaniali o privati gravati da uso civico.

Nel testo ricostruisco la storia istituzionale di questa anomalia giuridica, le responsabilità dell’Università Agraria e la difficile situazione in cui versano i proprietari degli immobili a causa di una mappatura che difende solo gli interessi dell’Università, non considerando che è dal 1827 che sono state vendute ai privati alcune aree della tenuta oggetto di uso civico. Come sapete questo è un argomento su cui torno spesso nel corso della mia attività istituzionale, perché mi sembra una enorme prepotenza di alcuni a danno della collettività, che è compito della politica ricondurre nell’alveo del buonsenso e della legalità.

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